Estate history - Castello Poggiarello - UNREGISTERED VERSION

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Estate history

La struttura architettonica della torre merlata più alta del nucleo di Poggiarello lascia ipotizzare la sua edificazione nel basso Medioevo intorno alla seconda metà del XIII secolo (1250) confermata da un estimo catastale del 1387 del ‘contado’ di Sovicille (Suavis Locus Ille), nel quale è riportata l’ esistenza di una “terram vineatam et sode cum casalino positam al Poggiarello” e, quindi, non solo di un insediamento abitativo ma anche di una organizzazione agricola con vigneti, quale primitiva traccia di una vocazione vinicola di questo luogo .

Questa fortezza originariamente eretta a difesa dei terreni circostanti e stoccaggio dei relativi raccolti e poi adattata a dimora signorile, ancora oggi, con la sua roccaforte domina il paesaggio rurale a sud-ovest di Siena, alle pendici della Montagnola senese in uno degli angoli più suggestivi ed incontaminati della campagna toscana.

Agli inizi del 1500 la Tenuta del Castello Poggiarello entra a far parte dei possedimenti della famiglia Chigi Saracini, una delle più potenti e facoltose dell’ epoca con la quale ebbe inizio il progetto di trasformazione del maniero, da uso essenzialmente militare difensivo, la dimora gentilizia fu arricchita con dalla edificazione di una cappella rinascimentale, successivamente dedicata (1678) al Principe Agostino Chigi,  attribuita all’ architetto  Baldassarre Peruzzi, noto per la realizzazione della Villa Farnesina in Roma.




Allo stesso periodo si ascrive  una strutturazione dei  fondi agricoli con la suddivisione in unità poderali, riportata nelle disposizioni testamentarie del Principe Agostino, ove  cita: " ...la Villa del Poggiarello, con un palazzo et una torre tutti di pietra e fortificati al antica, ma con più sorte di comodità, così per l’abitazione del padrone, come per conservatione delle robbe e con cortile, piazza, gallinaio, cappella, giardino e altre piazze esterne, e sodi con l’infrascritti poderi, chiuse e beni, parte lavorati al presente e mezzaria e parte fatti coltivare in riguardo delle viti dallo stesso padrone, essendo alcuni solo lavorativi alcuni a vigne, ad anguillacci, et altri olivati e coltivati ad arbori con viti e con arbori domestici d’ogni sorte...”
Nei decenni successivi e per tutto il Rinascimento, i discendenti lasciando intatto il carattere fortilizio del complesso, delimitato da mura perimetrali, valorizzarono ulteriormente il luogo con la realizzazione di un giardino formale all’italiana e di un orto con peschiera, ancor oggi visibili e mantenuti nella configurazione originale, grazie ad una costante opera di restauro che ha consentito l’inserimento del Castello di Poggiarello nell’ albo delle dimore storiche (ADSI –FAI).




Negli stessi anni e fino all’inizio del ventesimo secolo, si incrementarono la produzione vinicola e quella di olio di oliva, che resero necessaria la costruzione di abitazioni per i mezzadri che, oggi, conferisce al sito di Poggiarello in Caldana -Toiano il carattere di piccolo borgo fortificato, facente parte del comprensorio della Val di Merse che ospita oasi verdi e naturalistiche di ogni genere, costellate da abbazie, eremi e terme.



L’attività agricola della fattoria subiva però un brusco abbandono  nel periodo delle due guerre mondiali per la mancanza di contadini reclutati al fronte, fino a quando gli attuali proprietari tornavano a valorizzare la  tradizionali colture realizzando nuovi impianti produttivi improntati ad una agricoltura biologica, e aprendo la strada ad attività quali l’ enoturismo, l’ agriturismo e l’ enogastronomia, favorite dalla fascino dei luoghi e dalla vicinanza a Siena e Firenze icone d’ arte e di architettura della Toscana.




 
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